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Come scegliere tessuti patchwork: quali le stoffe migliori?

Come scegliere i tessuti per il patchwork? In questa guida vedremo le migliori stoffe per il patchwork, vi indicheremo come comportarvi durante la scelta del tessuto e le caratteristiche di ogni tipo di stoffa, specie nel caso delle fibre naturali.

Cotone, lana, seta, velluto, cotonella americana: in commercio esistono centinaia di tessuti diversi ma capire come scegliere tessuti per patchwork è una faccenda tutt’altro che semplice.

La scelta del tessuto migliore per realizzare un patchwork passa attraverso numerosi fattori come la destinazione del lavoro finale (patchwork da indossare o patchwork decorativi), l’effetto che si desidera dare al lavoro (patchwork vintage, con tessuti “vissuti” e di recupero, o una composizione creativa con tessuti nuovi e di alta qualità?) e la loro collocazione finale (sarà un patchwork da mettere in mostra nel salotto o una coperta da utilizzare in camera da letto, per una tipica coperta “quilt” americana?).

Ecco tutti i consigli e i segreti per realizzare un patchwork a regola d’arte.

Come scegliere tessuti per il patchwork: ecco le stoffe migliori

Partiamo da un semplice presupposto: tutti i tessuti possono essere utilizzati per creare un patchwork. A seconda dell’utilizzo e dell’effetto visivo che si desidera ottenere, esistono logicamente tessuti migliori di altri per ottenere un lavoro di qualità.

In linea generale è sempre bene preferire tessuti compatti, più resistenti di quelli a trama molto rada che tenderebbero a sfilacciarsi durante la lavorazione oppure nel tempo, qualora il patchwork serva a rivestire cuscini, coperte o indumenti maggiormente soggetti a usura.

I tessuti a trama spessa, ottimali per il patchwork
Come scegliere tessuti patchwork? Optiamo certamente per stoffe a trama spessa, più resistenti e durature

Le fibre naturali come il cotone sono i migliori alleati per il patchwork, grazie alle note caratteristiche di compattezza e resistenza, ma anche lana e tessuti misti possono andare benissimo e garantire una certa varietà di trame, colori e riflessi al risultato finale.

I “puristi” tendono a preferire la cotonina americana (o stoffa americana), un tessuto nato appositamente per il patchwork grazie alla sua caratteristica di non ritirarsi nel tempo. Trattandosi di tessuti concepiti appositamente per questa lavorazione, in commercio si trovano cotonine americane con disegni e stampe molto originali, dettagliate e particolarmente indicate per il patchwork.

Tessuti più ricercati come seta, cotone o raso sono di difficile lavorazione e richiedono grande esperienza e manualità, in quanto facilmente sfilacciabili in fase di lavorazione ma in grado di garantire risultati di grande impatto estetico.

I tipi di lavori patchwork: la scelta del tessuto da utilizzare

A seconda dell’effetto che si desidera dare al proprio patchwork si possono scegliere tessuti omogenei o molto diversi fra loro, variando consistenze, stili e tecniche.

Ecco di seguito un riassunto dei principali tipi di patchwork:

  • Patchwork Geometrici: si tratta dello stile più semplice, quello che caratterizza le classiche coperte trapuntate americane. In questo caso il “quilt”, la patch di stoffa cucita, viene ritagliata con forme geometriche regolari che possono essere triangolari, quadrate, a forma di rombo o esagono. Per i patchwork geometrici, in particolare per le tipiche coperte o cuscini in stile americano, vengono preferiti tessuti resistenti a base di fibre naturali come il cotone o la classica cotonina americana.

    Patchwork geometrico con pezzi di più stoffe
    Il patchwork geometrici sono i più semplici. Basta saper scegliere i tessuti e unire le trame delle stoffe in maniera equilibrata
  • Patchwork Baltimora: variante del tipico quilt americano che prevede l’impiego dei disegni tradizionali, come cestini colmi di fiori o frutta, con accostamenti regolari nelle forme.
  • Patchwork Appliqué: tipologia di patchwork a strati sovrapposti di stoffa, con la possibilità di applicare disegni, sagome e oggetti “ritagliati” sui livelli sovrapposti del patchwork. Questa tecnica garantisce grande creatività e varietà di soggetti, impiegata soprattutto nel patchwork decorativo.
  • Patchwork tipo Log cabin: altra tipologia di patchwork tradizionale che prevede l’utilizzo di strisce di stoffa, cucite fra loro a formare motivi dalla forma quadrata. Particolarmente impiegata per la realizzazione di coperte, cuscini ed elementi decorativi.

    Una coperta realizzata con sistema di patchwork long cabin
    Il patchwork long cabin è ottimale per la realizzazione di coperte.
  • Patchwork all’inglese: tecnica impiegata per la realizzazione di disegni, formati da piccoli pezzi di stoffa cuciti fra loro a formare trame, composizioni e disegni di varia natura. In questo caso possono essere impiegati tessuti di varia natura, con accostamenti fra materiali molto diversi fra loro per creare l’effetto desiderato.
  • Patchwork di Panama: chiamato anche Molas, prevede l’utilizzo sovrapposto di stoffe dai colori molto vivaci, sgargianti, creando effetti di spessore molto diversi fra loro che conferiscono tridimensionalità al patchwork finale.
  • Patchwork Atarashii o Giapponese: tecnica basata sull’antica arte degli origami, prevede l’utilizzo di tessuti ripiegati e cuciti fra loro a formare motivi tridimensionali, da cui il nome di “folded patchwork”, oppure motivi bidimensionali dove la stoffa ripiegata a mo’ di origami forma motivi molto complessi e dettagliati. Utilizzata soprattutto nel confezionamento di capi di abbigliamento, prevede una grande manualità ed esperienza.

    Un patchwork in stile giapponese
    Il patchwork giapponese è perfetto per creare motivi altamente gradevoli, alternando stoffe e tessuti
  • Patchwork Hawaiani: tecnica molto simile all’appliqué tradizionale prevede l’utilizzo di “coppie” di quilt, dove la prima costituisce lo sfondo e la seconda viene utilizzata in sovrapposizione per creare un disegno, tipicamente floreale, sgargiante i in pieno stile hawaiano.
  • Crazy patchwork: si tratta della tecnica in assoluto più creativa, che utilizza pezzi di stoffa irregolari e diversi fra loro, senza alcuna regola. L’ideale per dare libero sfogo alla fantasia.

Trucchi e segreti per un patchwork perfetto

La tecnica del patchwork americano è nata con un obiettivo ben specifico: riutilizzare i ritagli di stoffa per dare vita a nuovi capi di abbigliamento o coperte, oppure per riparare quelli vecchi e logori con l’aggiunta di “patch” per coprire i punti rovinati.

Oggi ovviamente questa funzione è passata in secondo piano, privilegiando il lato estetico e creativo con la realizzazione di stoffe sempre più curate e ricercate nella tecnica e nel gusto estetico.

Alcune regole, tuttavia, valgono anche al giorno d’oggi: uno dei trucchi più apprezzati consiste ad esempio nell’unire i tessuti del patchwork in base al loro grado di usura. Quando si realizzano composizioni con tessuti nuovi e “vissuti”, è sempre bene cucire i pezzi di stoffa vecchi fra loro tenendoli separati da quelli nuovi. Un’accortezza che servirà non solo a valorizzare le zone vintage del patchwork, ma anche a facilitare la sostituzione dei tessuti più vecchi che per propria natura tenderanno a sfilacciarsi prima di quelli nuovi.

Per le realizzazioni patchwork destinate a utilizzi pratici nella vita di tutti i giorni, come capi di abbigliamento o materiali soggetti a frequenti lavaggi, è buona norma prediligere tessuti a base di fibre naturali, generalmente tra i più affidabili sotto il profilo del colore, del restringimento e della resistenza a usura.

Discorso diverso per le composizioni patchwork destinate a fini decorativi, dove ampio spazio può essere destinati a sete, broccati, raso, taffetà o altri materiali delicati ma caratterizzati da notevole impatto visivo.

Particolare attenzione va prestata nel momento in cui vengono unite le patch di stoffa: alcune tecniche come il Log cabin o il crazy patchwork permettono grande libertà mentre altre (come quelle più classiche) richiedono omogeneità degli scampoli di stoffa sotto il profilo del materiale e dello spessore.

Tenendo presente queste poche, semplici regole si è pronti per iniziare la realizzazione di favolose composizioni patchwork.

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